Ringhio star: il Napoli ha un cuore alla Gattuso, sua la Coppa Italia
di Antonio Garofalo
È la Coppa di Rino Gattuso. Le sue lacrime bagnano il mare di Napoli, una città che ha saputo conquistare in pochissimo tempo, una squadra che è diventata sua compattandosi attorno al suo condottiero nei giorni più difficili, dopo l’addio alla amata sorella Francesca.
Se ti chiami Gennaro a Napoli sei destinato a lasciare il segno e Gattuso lo ha fatto in questa strana ripartenza del calcio italiano, soffiando la Coppa al grande ex Maurizio Sarri e davanti agli occhi spenti dell’altro “traditore” Gonzalo Higuain, costretto ai box.
Sesta coppa Italia per il Napoli, la terza dell’era De Laurentis (2012 e 2014), primo trofeo in carriera da allenatore per il campione del mondo.
Un successo meritato, già nel corso dei novanta minuti il Napoli aveva fatto di più. Uno sterile possesso palla dei bianconeri, con una occasione ad inizio partita capitata sui piedi di Ronaldo per gentile omaggio di Cellejon (bravo Meret), poi le occasioni migliori sono tutte azzurre.
Un successo meritato, già nel corso dei novanta minuti il Napoli aveva fatto di più. Uno sterile possesso palla dei bianconeri, con una occasione ad inizio partita capitata sui piedi di Ronaldo per gentile omaggio di Cellejon (bravo Meret), poi le occasioni migliori sono tutte azzurre.
Un palo di Insigne su punizione, Buffon che salva su Demme. Poi nella ripresa le occasioni per Politano e Milik prima del miracolo finale di San Gigi ed il palo di Elmas nel recupero che sembrava sancire la beffa per i partenopei.
E invece ai rigori gli azzurri sono stati infallibili con Meret bravo a ipnotizzare Dybala e Danilo che ha spedito il destro nel cielo di Roma. Il gol decisivo è di Milik, uno che forse andrà via.
Ma è la notte di Napoli, di Rino e anche di Aurelio De Laurentis, bravo a correggere in corsa una stagione che sembrava disastrosa, con l’allucinante ammutinamento di ottobre e l’inevitabile ma forse tardivo esonero di Ancelotti.
Gattuso è stato bravo a ricompattare la squadra, senza fronzoli ma con chiare idee e una voglia matta di dimostrare di non essere solo Ringhio.
Per Sarri un’altra sconfitta dopo il ko in super coppa con la Lazio: i veri obiettivi sono altri, ma dalle parti di Torino non sono tanto abituati a perdere. La faccia di Ronaldo a fine partita – in verità molto deludente la sua prova – la dice lunga e se il migliore in campo è il quarantenne Buffon vuol dire che la situazione è preoccupante.
Gattuso e Buffon, Rino e Gigi, due campioni del mondo ancora sulla breccia.
La notte di Napoli è dolce come il vento di giugno, in cielo c’è una stella in più a segnare il cammino del suo condottiero. In questo maledetto 2020 c’è ancora spazio per qualche favola.